Avella: “Due anni in cui ho lavorato sodo per indossare questa maglia"

Pubblicato in Qui falchetti il 27 agosto 2020

“In questi due anni mi sono sempre allenato con l’obiettivo di tornare a Caserta e giocarmi le mie carte. Indossare nuovamente questo stemma sul petto è una grande emozione”. 20 anni, due campionati da titolare in D e ora la voglia di dire la sua anche in rossoblu. Michele Avellaè tra i volti ‘nuovi’ della Casertana che sta lavorando ad Arienzo in vista del nuovo campionato: “Sono andato a farmi le ossa in due società molto importanti in serie D. Mi sono trovato benissimo in entrambe le piazza; adesso torno a casa e spero di poter dire la mia. Torno più maturo grazie a queste due esperienze. Col Matelica abbiamo fatto molto bene, a Messina, invece, è stata più dura. Eravamo partiti con determinati obettivi, ma non è andata come tutti volevano. Si tratta di una piazza importantissima che ha senza dubbio contribuito a prepararmi al meglio al mio rientro a Caserta”.

L’AFFETTO DEI TIFOSI - “In questi due anni i tifosi rossoblu mi hanno sempre seguito con affetto e stima. Questo mi inorgoglisce e mi spinge a dare tutto me stesso. Ringrazio la società per la grande attenzione che ha sempre mostrato nei miei confronti e per la fiducia sempre manifestata. Ho tanta voglia di ripagare tutto questo”.

LA CRESCITA – “Tre stagioni fa erO un giovane aggregato alla prima squadra, adesso torno con due campionati importanti alle spalle e mi sento chiaramente più pronto. Adesso sta a me dare tutto. Sono cresciuto dal punto di vista della personalità. Giocare aiuta senza dubbio, soprattutto per un portiere. Ti aiuta a leggere meglio le situazioni di gioco. Ora sono a disposizione della società e del mister. Io darò tutto in allenamento, poi se dovessi essere chiamato in causa mi farò trovare pronto”.

ESEMPIO – “Che tipo di portiere sono? Tra i pali sicuramente è il mio forte. Mi ispiro a Cragno, con i dovuti paragoni. Ha fatto la gavetta, è partito dal basso ed è arrivato lì dove è. L’augurio è quello di seguire lo stesso percorso. In più in questi primi anni tutti i portieri sono stati un esempio importante. Quando sono arrivato c’erano Benassi e Cardelli, poi Forte e Gragnaniello. Da loro ho cercato di imparare tanto. Soprattutto con Gragnaniello è nato un rapporto che va anche al di là del campo. Mi aiutato molto”.